Signori,
la villa è aperta. E i sensi si perdono nella malia di mille detta- gli. Dallo scorcio sul golfo di
La Spezia incorniciato dagli ulivi,
alle piantine zen che hanno il loro
giardino in miniatura nel salone, tra le foto
seppiate degli avi. Dalla piccola biblioteca
con i suoi libri vecchi di secoli, all'odore
d'antico che al risveglio si confonde con quello
del caffè e del burro e marmellata da spalmare
su una fetta di pane tostato. Magari sulla
terrazza, in mezzo al verde dopo una notte fresca,
passa- ta a sognare sui comodi materassi
di lana di una volta. Edificata trecento anni fa sulle
colline di Arcola, un paesino dell'entroterra
a pochi chilometri da Lerici e dalle meraviglie
delle Cinque Terre, Villa Ducci, antica
dimora nobiliare, è stata trasformata
in un "bed and breakfast" (luogo dove è
possibile dormire e fare la prima colazione) dall'ultimo
discen- dente di una famiglia che annovera
tra i suoi avi i Federici di Toscana ed un
ministro della marina mercantile di Genova, un
giacobino, insignito della Legion d'Onre da
Napoleone Bonaparte. Giacomo Malagamba, 32 anni, ha
coronato il sogno della sua vita: riaprire
l'antica casa di famiglia trasformandola in un punto
di ritro- vo ed ospitalità. Giacomo
trascorre qui la maggior parte del suo tempo, in
compagnia di due zie che abitano al piano
di sotto, una delle quali, filosofa, scolpisce
l'ulivo e alleva tredici gatti, mentre l'altra,
biologa, cura il giardino. Due anni fa, finita l'università,
sotto lo sguardo all'inizio allibito dei
genitori, si è trasferito dall'operosa Brescia
alla pace verde di questi ulivi, calandosi
in una realtà sconosciuta a chi è abituato
ai frenetici ritmi cittadini. "Avere ospiti qui,
per me è più una passione che un lavoro -
racconta tagliando una fetta di torta pasqualina preparata
con le sue mani - e ho sognato di farlo
si da picco- lo. Quando ho ereditato questa
casa sono scappato da Brescia per dedicarmici
venti-
quattr'ore su ventiquattro.
Desideravo più di
ogni altra cosa riuscire a condividere
con
altri le mille suggestioni di
storia e bellezza
che queste mura emanano. Certo,
all'inizio è
stata dura, ma ora, grazie anche
a Internet
accolgo inglesi, francesi e
tedeschi. E tanti
italiani intelligenti, che cominciano
a capire
quanto sia affascinante , ed
economicamente
vantaggioso, dormire in questa
casa anzichè
negli affollatissimi alberghi
del litorale, per
poi raggiungere quotidianamente
il mare e i
dintorni".
Immediatamente, Giacomo ha cercato
di seminare questa sua passione, e
questo busi- ness eco-turistico, tra le colline
di un paesino storico, Arcola, che ora conta
quasi diecimila abitanti, esclusi i suoi famosissimi
gatti - che qui dicono essere i più
belli del mondo- padroni assoluti degli stretti
vicoli che s'iner- picano a spirale fino al castello
dalla torre pentagonale. Con i suoi modi semplici ma raffinati,
il gio- vane Malagamba sta infatti cercando
di creare un vero e proprio "sistema locale"
di bed and breakfast, controcorrente rispetto
alla prover- biale chiusura dei liguri, rivitalizzando
un paese antichissimo. Arcola era infatti un deposito romano e conobbe la propria prima trasformazione in epoca medievale, quando si trasformò in corte e quindi in borgo, al centro di guerre e conte- se per la sua posizione strategica, che alla fine |
dei secoli XIII e XIV, si rivelò in tutta la sua potenzialità, come prezioso baluardo di difesa contro i pisani appostati nella vicina Sarzana. Alla fine del '700, finita la dominazione genevose, nacque, con breve vita, la Repubblica Ligure, alla quale Arcola parte- cipò per finire anche lei, dopo la caduta napo- leonica, a far parte del Regno di Sardegna. Oggi, a camminare per i carrugi di Arcola, l'aria di storia, frammista al sentore di porri fritti, al miagolare dei gatti, è quasi tangibile. Dai vicoli ripidi e stretti, quasi per miracolo architettonico, salgono abitazioni di tre o quattro piani, svelando, improvvisa apparizio- ne tra le pietre di una casa, una scultura-stele celtica. E si sale su, dove la potente famiglia degli Obertenghi fece costruire nel secolo XII il castello ora sede del municipio con la sua torre pentagonale. E da qui lo sguardo si apre su altri spazi misteriosi: dalla quasi millenaria pieve di Baccano, "mutilata" dal carrarmato alleato che per primo entrò a Spezia liberata ed il cui capanile ha le finestre orientate verso luoghi sacri ai celti, fino alla zona del castello del borgo di Trebbiano, dove la leg- genda vuole sia nascosto il manoscritto origi- nale della Divina Commedia. E pooi oltre, attraverso la vallata del Magra, il golfo della Spezia e di Lerici, fino a intrav- vedere, all'orizzonte, la Corsica e le isole d'Elba, Capraia e Gorgona, o, più vicine e maestose , le candide Alpi Apuane. "Ci sono itinerari ideali anche per la moun- tain bike - spiega Giacomo - o per i miei
ospiti 'preferiti': i motociclisti, per i quali ho
studiato percorsi bellissimi e poco frequenta-
ti dalle macchine". Intanto, rilanciata anche dal Comune ('ci
siamo presentati alla Borsa del Turismo di
Milano - spiega l'assessore Enzo Giorgi - e stiamo cercando di creare sinergie con le
vicine Cinque Terre"), Arcola, stuzzicata dalla passione di Giacomo, aprirà altri luoghi d'accoglienza, con la stessa formula di Villa Ducci. L'antica Farmacia del Borgo degli Ober- tenghi, ad esempio, potrà presto accogliere, come bed and breakfast, altri ospiti. Mario de Tomasi, anche lui 'profugo' lombardo, l'ha acquistata e con la moglie, che già gestisce il ristorante 'La piccola oasi' nella vicina Lerici, ha già terminato i lavori di ristruttura- zione. "A Gallarate mi occupavo di impian- tistica idraulica - spiega Mario - ma lo stress, alla fine era troppo. Così ho convo- gliato le mie energie di imprenditore in que- sto posto, cercando di creare anch'io, come Giacomo, un'alternativa agli alberghi della riviera, spesso sovraffollata". Stesso discor- so per 'Il fienile', azienda agricolache ha collezionato premi di ogni tipo per la produ- ziione del proprio vino Vermentino DOC: hanno trasformato il proprio fienile in tre camerette con le terrazze rivolte ai monti di Vezzano. Sprofondato tra i vigneti, quest'al- tro bed and breakfast, gestito dalla famiglia Spagnoli, giunti qui cinquant'anni fa da Parma, vanta tra i suoi ospiti, che venivano a prendervi il vino e gli assaggi di focacce e biscotti, Stefania Sandrelli e Mario Soldati. E il mare? E' vicinissimo, tanto che se ne sente il provum. Nascosta delle colline, a 4 chilometri, c'è la spiaggia di Baia Blu. La Spezia, con l'eccellente porto turistico Lot- ti, è a un tiro di schioppo. Per raggiungere Lerici e Tellaro bastan venti minuti di auto, tre quarti d'ora per Portovenere e le Cinque Terre, meno di un'ora per la Versilia.
Alberto Lunati
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