Liguria       
 verdeazzurra
  dagli olivi al mare
"Edificata nel '700 sui colli di Arcola
a pochi chilometri dal Golfo dei Poeti
oggi Villa DUCCI è bed&breakfast
L'idea di Giacomo ha fatto scuola
Tanti altri in zona ospitano in casa

"
Signori, la villa è aperta. E i sensi si
perdono nella malia di mille detta-
gli. Dallo scorcio sul golfo di La
Spezia incorniciato dagli ulivi, alle
piantine zen che hanno il loro giardino in
miniatura nel salone, tra le foto seppiate
degli avi. Dalla piccola biblioteca con i suoi
libri vecchi di secoli, all'odore d'antico che
al risveglio si confonde con quello del caffè
e del burro e marmellata da spalmare su una 
fetta di pane tostato. Magari sulla terrazza, in
mezzo al verde dopo una notte fresca, passa-
ta a sognare sui comodi materassi di lana di
una volta.
Edificata trecento anni fa sulle colline di
Arcola, un paesino dell'entroterra a pochi
chilometri da Lerici e dalle meraviglie delle
Cinque Terre, Villa Ducci, antica dimora
nobiliare, è stata trasformata in un "bed and
breakfast" (luogo dove è possibile dormire e
fare la prima colazione) dall'ultimo discen-
dente di una famiglia che annovera tra i suoi
avi i Federici di Toscana ed un ministro della
marina mercantile di Genova, un giacobino,
insignito della Legion d'Onre da Napoleone
Bonaparte.
Giacomo Malagamba, 32 anni, ha coronato il
sogno della sua vita: riaprire l'antica casa di
famiglia trasformandola in un punto di ritro-
vo ed ospitalità. Giacomo trascorre qui la
maggior parte del suo tempo, in compagnia
di due zie che abitano al piano di sotto, una
delle quali, filosofa, scolpisce l'ulivo e alleva
tredici gatti, mentre l'altra, biologa, cura il
giardino.
Due anni fa, finita l'università, sotto lo
sguardo all'inizio allibito dei genitori, si è
trasferito dall'operosa Brescia alla pace
verde di questi ulivi, calandosi in una realtà
sconosciuta a chi è abituato ai frenetici ritmi
cittadini. "Avere ospiti qui, per me è più una
passione che un lavoro
- racconta tagliando 
una fetta di torta pasqualina preparata con le 
sue mani - e ho sognato di farlo si da picco-
lo. Quando ho ereditato questa casa sono
scappato da Brescia per dedicarmici venti-
quattr'ore su ventiquattro. Desideravo più di
ogni altra cosa riuscire a condividere con
altri le mille suggestioni di storia e bellezza
che queste mura emanano. Certo, all'inizio è
stata dura, ma ora, grazie anche a Internet
accolgo inglesi, francesi e tedeschi. E tanti
italiani intelligenti, che cominciano a capire 
quanto sia affascinante , ed economicamente
vantaggioso, dormire in questa casa anzichè
negli affollatissimi alberghi del litorale, per
poi raggiungere quotidianamente il mare e i
dintorni".

Immediatamente, Giacomo ha cercato di
seminare questa sua passione, e questo busi-
ness eco-turistico, tra le colline di un paesino
storico, Arcola, che ora conta quasi diecimila
abitanti, esclusi i suoi famosissimi gatti - che
qui dicono essere i più belli del mondo-
padroni assoluti degli stretti vicoli che s'iner-
picano a spirale fino al castello dalla torre
pentagonale.
Con i suoi modi semplici ma raffinati, il gio-
vane Malagamba sta infatti cercando di creare
un vero e proprio "sistema locale" di bed and
breakfast, controcorrente rispetto alla prover-
biale chiusura dei liguri, rivitalizzando un
paese antichissimo.

Arcola era infatti un deposito romano e
conobbe la propria prima trasformazione in
epoca medievale, quando si trasformò in
corte e quindi in borgo, al centro di guerre e conte-
se per la sua posizione strategica, che alla fine
 
dei secoli XIII e XIV, si rivelò in tutta la sua 
potenzialità, come prezioso baluardo di difesa
contro i pisani appostati nella vicina Sarzana.
Alla fine del '700, finita la dominazione
genevose, nacque, con breve vita, la 
Repubblica Ligure, alla quale Arcola parte-
cipò per finire anche lei, dopo la caduta napo-
leonica, a far parte del Regno di Sardegna.
Oggi, a camminare per i carrugi di Arcola,
l'aria di storia, frammista al sentore di porri
fritti, al miagolare dei gatti, è quasi tangibile.
Dai vicoli ripidi e stretti, quasi per miracolo
architettonico, salgono abitazioni di tre o
quattro piani, svelando, improvvisa apparizio-
ne tra le pietre di una casa, una scultura-stele
celtica. E si sale su, dove la potente famiglia
degli Obertenghi fece costruire nel secolo XII
il castello ora sede del municipio con la sua
torre pentagonale. E da qui lo sguardo si apre
su altri spazi misteriosi: dalla quasi millenaria
pieve di Baccano, "mutilata" dal carrarmato
alleato che per primo entrò a Spezia liberata
ed il cui capanile ha le finestre orientate
verso luoghi sacri ai celti, fino alla zona del
castello del borgo di Trebbiano, dove la leg-
genda vuole sia nascosto il manoscritto origi-
nale della Divina Commedia.
E pooi oltre, attraverso la vallata del Magra, il
golfo della Spezia e di Lerici, fino a intrav-
vedere, all'orizzonte, la Corsica e le isole
d'Elba, Capraia e Gorgona, o, più vicine e
maestose , le candide Alpi Apuane.
"Ci sono itinerari ideali anche per la moun-
tain bike - spiega Giacomo - o per i miei
ospiti 'preferiti': i motociclisti, per i quali ho
 studiato percorsi bellissimi e poco frequenta-
ti dalle macchine".
Intanto, rilanciata anche dal Comune ('ci
siamo presentati alla Borsa del Turismo di
Milano - spiega l'assessore Enzo Giorgi - e
stiamo cercando di creare sinergie con le
vicine Cinque Terre"), Arcola, stuzzicata
dalla passione di Giacomo, aprirà altri luoghi
d'accoglienza, con la stessa formula di Villa
Ducci.
L'antica Farmacia del Borgo degli Ober-
tenghi, ad esempio, potrà presto accogliere,
come bed and breakfast, altri ospiti. Mario de
Tomasi, anche lui 'profugo' lombardo, l'ha
acquistata e con la moglie, che già gestisce il
ristorante 'La piccola oasi' nella vicina
Lerici, ha già terminato i lavori di ristruttura-
zione. "A Gallarate mi occupavo di impian-
tistica idraulica - spiega Mario - ma lo
stress, alla fine era troppo. Così ho convo-
gliato le mie energie di imprenditore in que-
sto posto, cercando di creare anch'io, come
Giacomo, un'alternativa agli alberghi della
riviera, spesso sovraffollata". Stesso discor-
so per 'Il fienile', azienda agricolache ha
collezionato premi di ogni tipo per la produ-
ziione del proprio vino Vermentino DOC:
hanno trasformato il proprio fienile in tre 
camerette con le terrazze rivolte ai monti di
Vezzano. Sprofondato tra i vigneti, quest'al-
tro bed and breakfast, gestito dalla famiglia
Spagnoli, giunti qui cinquant'anni fa da
Parma, vanta tra i suoi ospiti, che venivano a 
prendervi il vino e gli assaggi di focacce e
biscotti, Stefania Sandrelli e Mario Soldati.
E il mare? E' vicinissimo, tanto che se ne
sente il provum. Nascosta delle colline, a 4
chilometri, c'è la spiaggia di Baia Blu. La
Spezia, con l'eccellente porto turistico Lot-
ti, è a un tiro di schioppo. Per raggiungere
Lerici e Tellaro bastan venti minuti di auto,
tre quarti d'ora per Portovenere e le Cinque
Terre, meno di un'ora per la Versilia.
Alberto Lunati